RIMONTE E RIMPIANTI - Il resto dello Steem 22.04.21

25일 전

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RIMONTE E RIMPIANTI
INCREDIBILE KO MILAN, LA JUVE VINCE MA E' TARDI


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Con i se e con i ma, la storia non si fa. E' una massima molto ricorrente tra chi è solito vivere di rimpianti, ma fondamentalmente queste poche parole possono tornarci utili per sintetizzare la vita di tutti gli esseri umani. Ciascuno di noi si sarà ritrovato a interrogarsi su come sarebbe andata, se al posto delle scelte compiute si fosse agito in maniera diversa, dovendosi tuttavia ogni volta rassegnare all'irreversibilità del tempo. Anche nello sport recriminare sui risultati ottenuti o sulle gare non terminate come sarebbe stato logico aspettarsi, non riporterà mai indietro i punti, le medaglie e i titoli, ma ai più astuti può certamente insegnare a crescere.

E questo percorso è stato compiuto, tra l'anno scorso e quello che stiamo vivendo, dall'Inter di Antonio Conte, alla quale sarebbe bastato trasformare un pareggio in una vittoria per laurearsi campione d'Italia anche nella precedente edizione della Serie A. In questa stagione, la squadra nerazzurra sembra aver compreso l'importanza della regolarità dei risultati in un cammino composto da 38 partite, da inseguire anche sacrificando, se necessario, altri impegni: l'Inter vncerà non solo perchè è la più attrezzata, ma anche perché nel periodo topico della stagione, quello tra febbraio e aprile, è stata in grado di mettere in fila 11 vittorie, cosa che le permette ora di alzare leggermente il piede dall'acceleratore.

Le distanze quest'anno sono molto più ampie rispetto al precedente e il discorso sui rimpianti lascia il tempo che trova, ma provate ad immaginare che bel finale di campionato potremmo vivere, se la Juventus non avesse lasciato cinque punti su sei al Benevento, due al Crotone e due alla Lazio, nell'ultima azione della partita dell'Olimpico. E' un gioco ovviamente, ma con un pizzico di grinta e determinazione in più forse staremmo parlando di quel Juventus-Inter posto alla penultima giornata come la gara decisiva per lo scudetto.

E forse anche il Milan, con qualche punticino in più raccolto a San Siro, adesso potrebbe farci assistere ad un finale di campionato sì fortemente indirizzato, ma dall'epilogo comunque non ancora scritto. A differenza dei banconeri tuttavia, la sensazione quando si parla della squadra di Pioli, è che l'ex mister di Lazio e Fiorentina abbia comunque compiuto una sorta di miracolo sportivo nel portare i suoi al secondo posto. Il Milan, come organico ed esperienza vale probabilmente più l'Europa League della Champions, ma resiste strenuamente nelle posizioni nobili. Chapeau.

Una sorta di ibrido che comprendesse il materiale umano della Juventus con la grinta e lo spirito di lotta del Milan (compreso il suo allenatore), si ritroverebbe probabilmente in classifica a ridosso del primo posto. Intendiamoci, non considero Pioli un fenomeno della panchina: di quelli ce ne sono pochi in giro e sono quasi tutti all'estero, ma non accorgersi come la scelta di affidare la squadra all'esordiente Andrea Pirlo sia costata almeno sette o otto punti ai campioni d'Italia quest'anno, mi sembra davvero difficile.

Credo che anche con Sarri le cose alla Juventus sarebbero andate meglio, ma qui ritorniamo a bomba sul discorso dei se e dei ma. Il "Maestro" è da considerarsi una scommessa personale di Agnelli, uno che in questo periodo non ne sta poi azzeccando molte; tuttavia, alcuni concetti di gioco interessanti si sono visti e se l'anno di esperienza concesso a Pirlo porterà la Juventus a ritrovarsi allenata in futuro da una sorta di nuovo Guardiola, si potrà dire che la scommessa sarà stata vinta. Piuttosto che rimpiangere quello che poteva essere e non è stato, Madama sembra orientata ad insistere fino in fondo e piuttosto a sbatterci il muso. Vedremo.

Questa sera i risultati di Roma-Atalanta e Lazio-Napoli ci diranno quali squadre possono fin da subito considerarsi fuori dalla lotta per le prime quattro posizioni. Solo una vittoria potrebbe concedere ai giallorossi di sperare ancora nell'aggancio al quarto posto, mentre quale delle due tra capitolini a partenopei dovesse perdere ulteriore strada, potrebbe vedersi complicare notevolmente la corsa. Credo tuttavia che la Roma abbia già la testa al Manchester United e anche io, fossi nella proprietà. assegnerei assoluta priorità alla Coppa: mi auguro che l'UEFA, così solerte nel difendere gli Europei, possa battersi per far tornare un po' di pubblico nelle semifinali, sarebbe bellissimo.

Nelle posizioni di rincalzo si sta svolgendo un'altra grande battaglia, che non coinvolgerà Crotone e Parma, già praticamente retrocesse. Cosa sarebbe successo con Cosmi e D'Aversa alla guida delle due cenerentole della classifica naturalmente nessuno può prevederlo, ma almeno per quel che riguarda il tecnico dei gialloblù, sono certo che la proprietà si stia mangiando le mani per averlo inopinatamente mandato via ad inizio stagione. Il progetto a Parma tuttavia è serio e i Krause hanno le idee chiare: per la Serie A credo sia solo un arrivederci.

Lo stesso non si può dire per Torino e Fiorentina, che finiranno probabilmente per salvarsi, ma la cui disorganizzazione societaria è destinata a lasciare il segno anche nella prossima stagione. Benevento, Spezia e Genoa sembravano fuori dalle sabbie mobili, ma la mini riscossa del Cagliari ha tirato dentro nuovamente anche loro. I diciotto punti ancora a disposizione corrispondono ad un oceano che può ancora provocare tsunami nella zona in cui la classifica si muove poco, chissà che alla fine pure qui non ci ritroveremo a parlare di un'altra incredibile rimonta e di ulteriori inutili rimpianti.

CONTE SI AGITA, ADDIO VICINO?
Si rincorrono le voci che lo vorrebbero in Inghilterra

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Dopo il pareggio ottenuto in rimonta sul campo dello Spezia, che avvicina sempre di più l'Inter ad uno scudetto atteso undici anni, le parole rilasciate da Antonio Conte in conferenza stampa devono essere sembrate pesanti come un macigno ai sostenitori nerazzurri:

Se mi vedo ancora a lungo all'Inter? Come sto ribadendo sempre, noi dobbiamo lavorare e guardare il presente che è quello dove noi possiamo incidere. Sappiamo che i programmi societari sono cambiati per tanti motivi e alla fine della stagione si dovrà fare chiarezza, questo è inevitabile. I tifosi lo meritano, ci vuole progetto chiaro.

L'oggetto del contendere in casa nerazzurra parrebbe coincidere con il rafforzamento della squadra in estate. L'ex C.T. della nazionale italiana auspica da parte della proprietà un deciso investimento sul mercato, per provare a puntare anche all'Europa l'anno prossimo; la cosa tuttavia si scontrerebbe in maniera piuttosto netta con il periodo di vacche magre che sta attraversando l'intero sistema del calcio italiano, e i più maliziosi stanno intravedendo dietro alle richieste un fine nascosto.

Per chi conosce il passato del tecnico salentino, non sarà stato difficile scorgere tra le righe i segnali di un probabile prossimo addio. Conte ci teneva a battere la Juventus e soprattutto il suo ex amico, ora divenuto primo rivale, Andrea Agnelli, oltre che ad essere ricordato nella storia dell'Inter come l'uomo in grado di riportare la società alla vittoria. La missione è stata compiuta, ma il futuro piuttosto nebuloso, mai nascosto dalla proprietà cinese, sta consigliando al nostro eroe di salire in fretta sulla scialuppa di salvataggio, per approdare sul prossimo lido dorato.

In Inghilterra diverse panchine cambieranno a partire dalla prossima stagione, un Conte fresco di altro titolo, che può per di più già vantare un'esperienza vincente nella terra della Regina, coinciderebbe proprio con uno dei profili ideali per l'inizio di un nuovo progetto. Come è noto poi, i club di Premier League hanno risentito in maniera inferiore della crisi rispetto alle società italiane o spagnole, e la possibilità di spesa che l'attuale allenatore dell'Inter troverebbe oltremanica non possono ritenersi paragonabili a quelle di nessun'altra realtà.

Per di più, l'area di smobilitazione societaria che si respira in casa nerazzurra è sempre più palpabile e dovrebbe coinvolgere anche Piero Ausilio e l'AD Beppe Marotta, con quest'ultimo che, secondo diverse voci ben informate, sarebbe ad un passo dal completare il suo ritorno alla Juventus.
La prossima settimana, con il ritorno del presidente Zhang in Italia, se ne saprà di più, ma un primo segnale potrebbe già arrivare dalla facilità o meno con la quale si concluderanno le trattative per i rinnovi di Martinez e Bastoni, pedine fondamentali per la concretizzazione di un eventuale Conte-ter.


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SINNER SUPERBO, VERGOGNA FOGNINI

Jannik Sinner è approdato ai quarti di finale del torneo ATP 500 di Barcellona battendo, per la terza volta in poche settimane, il numero 11 del mondo, lo spagnolo Bautista Agut, con il punteggio di 7-6 6-2. Con questo brillante successo il portacolori azzurro si è collocato al terzo posto tra i tennisti professionisti che hanno portato a casa più match dall'inizio dell'anno, dietro solo al russo Rublev e al greco Tsitsipas.
Proprio Rublev, numero 7 delle classifiche ATP, sarà ora il prossimo avversario del giovane altoatesino, che continua a migliorare la sua classifica e che probabilmente dalla prossima settimana potrebbe arrivare ad occupare una posizione intorno alla quindicesima.
Per un italiano capace di mettersi in luce, ce ne è un altro, Fabio Fognini, che purtroppo non è riuscito a mettere un freno al proprio carattere irascibile: opposto allo spagnolo Mirallas, n.147 ATP, che lo stava contro ogni pronostico annichilendo 6-0 4-4, il tennista ligure ha perso la testa, insultando uno dei giudici di linea e facendo così scattare l'automatica sconfitta a tavolino. In molti sui social, in maggioranza tra i tifosi italiani, si augurano che Fognini riceva questa volta una lunga sospensione, che possa fargli capire che di personaggi come lui nel tennis non c'è bisogno.

IL CITY OMAGGIA AGUERO: SULLE MAGLIE IL MINUTO DEL SUO GOAL AL QPR

Sergio Aguero dall'anno prossimo non sarà più un giocatore del Manchester City. Il contratto che legava la società inglese al bomber argentino non è stato rinnovato e, dalla prossima stagione, el kun sarà libero di scegliersi una nuova sistemazione tra le diverse richieste già pervenute sul tavolo dei suoi agenti. Tuttavia, il legame tra l'attaccante sudamericano e i citizens, che poggia le sue basi su dieci campionati e quasi quattrocento battaglie comuni, si è rivelato ancora molto forte, tanto che la società di proprietà dello sceicco Mansour ha deciso di rendere un meraviglioso omaggio all'uomo capace di entrare nella storia del club: sulle magliette che la squadra indosserà la prossima stagione, verrà stampato il minuto esatto nel quale Aguero ha realizzato il famoso goal al QPR del 2011, quello che ha permesso al Manchestre City di superare in classifica i cugini dello United e di portarsi a casa la vittoria della Premier League.
93'20" è ciò che sarà possibile leggere sul colletto delle divise, in ricordo di quell'azione memorabile, per fare in modo che tutti i tifosi, ogni volta che vedranno giocare la squadra, potranno riservare un pensiero all'attaccante simbolo di un decennio, e ai suoi oltre 250 goal realizzati con la maglia del City.


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ACCADDE OGGI - 22 APRILE
Gli avvenimenti sportivi più rilevanti del passato

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  • 1915: Nasce a Terrarossa, vicino Carrara, l'ex presidente della Roma, Dino Viola.
  • 1953: Viene presentata al Salone dell'automobile di Torino la Iso Isetta, l'antenata della Smart.
  • 1980: Il ciclista italiano, Francesco Moser, vince per il terzo anno consecutivo la Parigi-Roubaix.
  • 1990: Il Milan perde 2-1 a Verona e consegna lo scudetto al Napoli.

FRASI CELEBRI
Parole indimenticabili dei protagonisti di oggi e di ieri

  • “Un vincitore è solitamente colui che riconosce i suoi talenti naturali, lavora sodo per svilupparli, ed usa queste capacità per raggiungere i suoi obiettivi.”
    (L. Bird)

  • “Chi vince festeggia, chi perde spiega.”
    (J. Velasco)

  • “Tu sei nato per vincere, ma per essere un vincitore devi pianificare la vittoria, prepararti a vincere, ed aspettarti di vincere.”
    (Z. Ziglar)


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LETTERE AL DIRETTORE
Le mie risposte alle vostre domande

Rispondo alla domanda di Severino, che scrive da Milano:

Caro Direttore,
la storiaccia della Superlega rischia di creare una spaccatura tra i tifosi e le squadre?

Gentilissimo Severino,
la spaccatura tra il mondo dei tifosi e il calcio è già sotto i nostri occhi. Da un anno e mezzo gli stadi sono vuoti, il disinteresse tra i giovani è crescente e già prima diversi gruppi ultras erano in lite con le società per questioni di biglietti, e altri affari vari. La storia dei mille spettatori (perchè non 4000, dato che ogni stadio ha quattro lati?) temo serva solo a volerci abituare ad uno stadio-teatro, da qui in avanti, dove il tifo organizzato avrà molta difficoltà a sopravvivere.

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