A volte basta riciclare il sapone per salvare delle vite! / Sometimes just recycling soap saves lives!

지난달

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Spesso diamo per scontato tantissime piccole azioni che facciamo, senza pensare che in molte parti del Mondo queste piccole azioni sono praticamente un lusso!

Come lavarsi le mani con acqua e sapone, un gesto che facciamo decine di volte al giorno, e che è stato così importante durante la Pandemia da Covid 19!

Eppure oltre due miliardi di persone ha difficoltà a lavarsi le mani, sia per mancanza di acqua ma anche di sapone, esponendo soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni a malattie gravi che vanno dalla diarrea alla polmonite, prima causa di morte nei paesi poveri!

Fortunatamente però c’è sempre una persona speciale che con una semplice idea e riesce a cambiare la vita di tanti!
Così nel 2009 Shawn Seipler ha pensato di poter riciclare le saponette monodose avanzate negli alberghi, per trasformarle in nuovi saponi da donare ai più bisognosi!

In un garage della Florida, con un gruppo di amici, trova il modo di sterilizzare e produrre nuovo sapone dagli scarti, nasce così la “Clean the World”, un’impresa sociale che oggi recupera sapone da 8 mila hotel e resort ed è riuscita a distribuire ben 63 milioni di saponette in 127 paesi del Mondo!

Quindi da una semplice idea, si è migliorata la vita di milioni di persone e salvaguardato l’ambiente, evitando che milioni di chili di sapone finissero in discarica!

Per saperne di più Clean the World

Tantissime energie positive a tutti voi

Grazie per il tempo dedicato a leggere il mio post

ENGLISH VERSION

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We often take so many small actions we do for granted, without thinking that in many parts of the world these small actions are practically a luxury!

Like washing our hands with soap and water, an act we do dozens of times a day, and which was so important during the Covid 19 Pandemic!

Yet more than two billion people find it difficult to wash their hands, either for lack of water or soap, exposing especially children under the age of five to serious illnesses ranging from diarrhoea to pneumonia, the leading cause of death in poor countries!

Fortunately, however, there is always one special person who has a simple idea and manages to change the lives of so many!
So in 2009 Shawn Seipler thought he could recycle leftover single-serving soaps in hotels and turn them into new soaps to donate to the needy!

In a garage in Florida, with a group of friends, he found a way to sterilise and produce new soap from scraps, and so "Clean the World" was born, a social enterprise that today recovers soap from 8,000 hotels and resorts and has distributed no less than 63 million bars of soap in 127 countries around the world!

So from a simple idea, the lives of millions of people have been improved and the environment safeguarded, preventing millions of kilos of soap from ending up in landfills!

Read more Clean the World

Lots of positive energy to you all

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Non lo sapevo, è bello sapere che la vita degli altri beneficia di qualcosa del genere, quelli di noi che hanno la fortuna di avere l'acqua e gli altri sono fortunati, ed è come dici tu, passa inosservato, è una cosa così normale, mentre altre persone non ce l'hanno, o devono comprarla, e non solo acqua, tante altre cose

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Fortuna che esistono persone che pensano agli altri, e cercano di migliorare la vita dei più fragili!

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Hi @robytrix,
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Ovviamente, come sempre, tutte le belle iniziative arrivano per forza dal mondo angloamericano, specie gli USA. Per sterilizzare gli avanzi di saponette ci vogliono appositi strumenti che ovviamente vanno comprati, dunque investimento previo. Cosa che nessun italiano può fare perchè per i pagliacci pidioti l'attività impreditoriale (che di questo si tratta) va abbattuta quale il nemico pubblico numero uno. L'attività di impresa è sempre frenata da iniqui balzelli, prima fra tutte l'infame p. IVA da 4000 euro anche se non si guadagna nemmeno un centesimo perchè solo in Italia (e Spagna), per obbedire a Bruxelles come servi della gleba, poteva venire in mente di tassare secondo la natura dell'attività e non secondo le effettive entrate come fanno invece negli USA (dove pagano un quinto delle tasse che si pagano in Italia) e perfino in certi paesi asiatici e africani molto più indietro quanto a sviluppo industriale ed economico rispetto all'Europa. Non è a caso se gli imprendtori italiani se ne stanno scappando in Albania e Romania, dove affari come questi gli diventeranno possibili.

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Sai questo è un argomento complesso! Le tasse in Italia sono un problema ma non è solo per quello che gli imprenditori se ne vanno, li ci sono interessi diversi legati solo al profitto!
Comunque di iniziative solidali in aiuto dei più bisognosi ce ne sono tante in giro per il mondo, addirittura in Italia, e ben vengano, tutto quello che si può fare per aiutare gli altri è benvenuto!

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Guarda, alcuni nostri colleghi di queste piattaforme online (uno di loro è pure un utente del mio forum) che sono proprio imprenditori o lo sono stati lamentano che in Italia fare impresa è dura. Uno di loro è per davvero emigrato in Albania e a tornare non ci pensa nemmeno. La mia parrucchiera era disperata al punto che stava pensando di emigrare alle Canarie. Per gli interessi legati al profitto intendi comunque imprese di medie o meglio ancora grandi dimensioni? Perchè il problema dei mancati guadagni e difficoltà di stare sul mercato (e magari pure di riuscire a procacciarsi clienti) è tutto della piccola impresa (e magari pure di qualcuna media). Mi ero dimenticata di fare la distinzione tra dimensioni, appunto. Ovviamente che per un'impresa dalle dimensioni e soprattutto avviamento sulla falsariga di FIAT e Ferrero, certo che emigrare è questione di profitto. Per la mia parrucchiera piemontese, tra l'altro con un figlio piccolo da mantenere, purtroppo no...

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Certo sicuramente il piccolo imprenditore o il lavoratore autonomo ha più difficoltà!

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Ma infatti perfino un paese quartomondista come la Nigeria da questo punto di vista è più avanti dell'Italia: i miei colleghi nigeriani dei forum per il guadagno online dicono che pure lì le tasse si pagano a seconda delle entrate e non a seconda della natura dell'attività. Non a caso quasi tutti gli africani e asiatici che conosco si vogliono mettere in proprio e parlano continuamente di aprire blog da monetizzare. Certo, nei loro paesi lo possono fare perchè non hanno lo spauracchio di un'infame p. IVA impagabile per aprire un blog che si e no in italia tirerebbe su una decina di euro in un anno. Solo alle menti perverse sudeuropee poteva venire in mente il tassare secondo la natura dell'attività svolta, anche su purtrppo anche da loro hanno le loro brave magagne.