Heima.

3년 전

Heima significa casa.
Ci sono mattine in cui mi sveglio sperando di rivedere i campi dalla mia finestra. Sono mattine che cominciano tristi e terminano malinconiche, giorni in cui mi assale un desiderio di rinunciare a tutto e tornare là, dove tutto era tranquillo, calmo, sospeso.
Quante volte ho immaginato di andarmene, ora immagino un eventuale ritorno. sono le volte in cui penso che la vita mi abbia tradita, che Torino mi abbia voltato le spalle. Non è più la bellezza statuaria di cui mi ero innamorata, è una squallida sgualdrina che appena può ti maltratta e ti gira le spalle, indifferente. Come quelle ragazze che fanno apposta a provarci con la persona che ti piace, giusto per farti sentire in difetto nei loro confronti.
Mi sono scontrata con le persone, che qui sono false e nemmeno tanto cortesi, se dobbiamo parlare per luoghi comuni. Maleducazione, follia, disagio, ipocrisia. A casa sembrava tutto immerso in una bolla, le persone per quanto assurde fossero non si permettevano di farmi sentire così umiliata, fallita, come mi sento a tratti oggi.
Ho peccato di arroganza credendomi una brava scrittrice, ho peccato di poca umiltà azzardandomi più intelligente per certi lavori, sono stata chiamata stupida, mi è stato sottolineato quanto poco brava fossi, senza mezzi termini. Tutto quell’entusiasmo, che mi ha sempre caratterizzato e per cui alcune persone mi hanno lasciata, s’è spento. Ma io senza entusiasmo non ho di che vivere. Io, senza il mio entusiasmo, non sono più me stessa.
E ho abbandonato il blog, stavo abbandonando la musica, avevo abbandonato amici, animali e la mia anima. Riuscivo solo a pensare alla fine. La fine dell’entusiasmo, la fine della speranza, la fine dei miei sogni e della me stessa che quella finestra di fronte ai campi ha nutrito così vigorosamente di immaginazione.
Ho messo in discussione qualsiasi cosa, per rosicchiare un piccolo posto qui. E non l’ho ancora trovato. MI immagino a passeggiare sulle rive di altri fiumi, in altre città, sfiorando altri animi, più genuini. Mi delizio con immagini di strade olandesi e inglesi, islandesi e danesi, mi disegno cullata dai suoni di lingue straniere e persone nuove, io, lui, due gatti e un salotto come l’ho sempre voluto. Mi basterebbe un lavoro qualunque, come non ho mai nascosto a nessuno. L’importante, ho sempre sottolineato, è cambiare vita. Non nego di desiderare la fuga con tutto il cuore, tanto è semplice, una volta che hai cominciato poi basta prendere un biglietto e andarsene.
Così semplice e così complicato, come tornare. Tornare non a quella sensazione di tranquillità, non alla mia famiglia, non all’ozio soffocato dei pomeriggi estivi sul Trebbia. Non alla pigrizia di non saper cucinare o al non dover pulire ogni giorno.
Tornare a un posto che posso chiamare casa.
Dove rilassarmi e smettere di essere insoddisfatta e di sbandare costantemente qua e là per avere di più, andare oltre, solo per finire sempre nel posto sbagliato.
Dove essere tranquilla.
Quelle mattine, in cui mi sveglio senza trovarmi, in cui mi guardo intorno e le facce che vedo sono maschere di nonsenso, in cui le pareti stesse del mio appartamento mi paiono luride di nullità, ecco in quelle mattine vorrei scappare di nuovo e affacciarmi alla mia finestra, per immaginare se con un altro biglietto, in un’altra città, fosse possibile trovare una me più bella. Migliore di quella che per mesi non è riuscita a guardarsi allo specchio.E vorrei tornare a casa a disfarmi nell’ozio, nella pigrizia, a cullarmi in dolci pensieri di infiniti sogni irrealizzabili e a farmi travolgere da stupidi entusiasmi che mi hanno fatta diventare l’ingenua adulta che non sono nemmeno ora. Solo a volte, poi passa.

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Foto di proprietà dell’autrice

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E ho abbandonato il blog, stavo abbandonando la musica, avevo abbandonato amici, animali e la mia anima.

Ma no, dai: hai fatto solo una pausa. Anche il tuo entusiasmo si deve rigenerare, e nel silenzio del vuoto può farlo più in fretta. Vivere di sogni e di entusiasmo potrà anche non darti il salotto che desideravi, ma ti permetterà di godere di ogni singolo istante ed in qualsiasi luogo. E questa è una dote unica e di rara bellezza.

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Speriamo, mi hanno anche ammazzato l'entusiasmo sai? Ma ancora non la do per vinta, ancora no.