Giochi senza frontiere

2년 전
in ita

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Scuole superiori. Il primo caldo primaverile ci fa abbandonare, forse troppo frettolosamente, i pesanti maglioni che ci avevano fatto compagnia nelle corte e fredde giornate invernali.

Tanta, troppa è la voglia di mare, vacanza e relax.

Poco importa se qualche acquazzone prova a rovinare la festa: la scuola sta per finire, maggio è ormai alle porte e la primavera è vicina. Lo percepisci nell’aria che respiri, nella vividezza dei colori dei fiori che fanno capolino in giardino, nell’azzurro terso del cielo.
Anche i primi tormentoni estivi testimoniano che la bella stagione sta per arrivare. Musica dance, la vera musica dance, fatta di martellanti battute sulle casse e ritornelli orecchiabili che sanno di feste in spiaggia alla luce di un falò. Cantiamo quelle canzoni in loop, senza fine, storpiando le parole con un inglese improbabile ma che non ci impedisce di immaginarci a centro pista in discoteca con la nostra immancabile camicia bianca illuminata, a intermittenza, dalla luce stroboscopica.

Conosciamo tutte le canzoni da ballare. Come ogni anno abbiamo aspettato l’uscita della compilation Deejay Parade tratta dall’omonima trasmissione radiofonica di Albertino e Fargetta. In una piccola cassettina di plastica, rigorosamente contraffatta comprata per 5.000 lire, c’è racchiusa la colonna sonora dell’estate che ci apprestiamo a vivere.

Le giornate si fanno più calde e lunghe. L’estate non è più solo una speranza: adesso è certezza.
Su Italia Uno, immancabile, il Festivalbar. Da Lignano Sabbiadoro, Vittorio Salvetti ci presenta i tormentoni del momento. Canzoni italiane e straniere: un mix perfetto che il numeroso pubblico che balla ai piedi del palco sembra gradire. Non riesco ad immaginare un estate senza il Festivalbar!

C’è, però, una trasmissione televisiva che ha forte il profumo dell’estate: Giochi senza Frontiere.
Non me la voglio perdere! Questa sera, dopo cena, si uscirà con gli amici ma prima voglio guardare la tv…
Ecco che comincia! La sigla dell’eurovisione rende il momento solenne. Bello pensare che in altre parti d’Europa stiano guardando la stessa cosa.

Mi ritrovo a fischiettare la sigla: pochi secondi di una musica che mette allegria e buon umore.
Il simpatico, storico, conduttore Ettore Andenna annuncia le nazioni che si sfideranno. Quale città difenderà, questa settimana, i colori dell’Italia? I nostri rappresentanti fanno l’ingresso con tanto di bandierone tricolore: sono loro i nostri beniamini.

I giochi scorrono piacevoli e divertenti: una sana competizione che ci tiene incollati davanti allo schermo.
La classifica comincia a delinearsi. Attenzione all’Ungheria: sta giocando il “fil rouge"!
Alla fine un po’ di delusione per come è andata la competizione. Peccato, non abbiamo vinto. Se solo nel gioco della piscina avessimo fatto qualche punto in più…

La prossima settimana andrà meglio.
Ci saranno altri giochi, altri protagonisti ma la stessa voglia di divertirsi e l’immancabile: «Attention! Trois, deux, un… (fischio d’inizio)».

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Che spettacolo! Assistevamo ad una gara "sui generis" durante la quale, per i concorrenti, correre, saltare e nuotare era solo un pretesto per ridere, scherzare e abbracciarsi con gli amici di tutte le altre nazioni partecipanti. E alla fine pure i giudici di gara, Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, festeggiavano in piscina. Quello era lo spirito giusto per affrontare anche la vita: come un gioco ... senza frontiere!

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Esatto! L'idea era quella che si stava assistendo ad una festa... ad una scampagnata tra amici. Il giusto mix di competitività e rispetto!

Uh.. il fil rouge: che madeleine proustiana che mi hai evocato! Quanto mi piacevano i Giochi senza frontiere, e quanto avrei voluto partecipare! E quanto era bello tifare Italia al di fuori delle "solite" partite di calcio :D

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Ricordi che rivivo anche io con molto piacere. Bei tempi...